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Morihei Ueshiba, L’Arte della Pace, ed. Mediterranee

Morihei Ueshiba (1883 – 1969) è noto in quanto fondatore della famosa arte marziale giapponese chiamata Aikido.

Da giovane i suoi genitori lo mandarono alla scuola del tempio per imparare i classici confuciani, ma egli, in realtà, preferiva partecipare ai riti esoterici del Buddhismo Shingon. Comunque si diplomò e, dopo essersi sposato, ne 1903 entrò nell’esercito. In breve tempo divenne un soldato modello.

Nel 1915 conobbe Sokaku Takeda, sensei del daito ryu aiki jutsu. Il grande maestro gli tramandò tutto quello che sapeva sulle arti marziali. A seguito di questo incontro che gli cambiò la vita, Morihei ebbe una vera propria trasformazione: da guerriero della morte a guerriero della vita.

La sua illuminazione lo mise nei guai durante la seconda guerra, dal momento che l’esercito giapponese lo precettò come addestratore. Lui, tuttavia, non si piegò e portò avanti, anche dopo la fine del conflitto, la sua idea secondo cui “essere un bushido non significa imparare a morire, ma imparare a vivere, a proteggere e a promuovere la vita”.

Quando operano in modo armonioso tra loro, destra e sinistra danno origine a tutte le tecniche. La mano sinistra affronta direttamente la vita e la morte, mentre la destra la controlla. I quattro arti del corpo sono i quattro pilastri del cielo e rivelano le otto direzioni, lo yin e lo yang, l’interno e l’esterno.

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